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Stessa spiaggia, stesso mare

Per anni ho visto la Costa Azzurra solo d’inverno e l’ho fotografata così, deserta, senza persone ma con quelle nuvole e quelle evanescenti tonalità che caratterizzano questo litorale.
Poi un anno, solo un anno, ho deciso di tornare anche d’estate. Ho fotografato gli stessi luoghi che avevo ripreso l’inverno precedente. Tra i due momenti del lavoro corre un lasso di tempo di soli otto mesi ma la sensazione che si prova è completamente diversa.
La luce così chiara e netta ha cambiato i colori. Le cose e gli oggetti che svanivano nell’abbraccio del mare hanno cambiato identità. Le nuvole che si confondevano quasi con l’acqua non ci sono più, il cielo è azzurro, luminoso, terso, l’orizzonte netto.
Mi accorgo che l’atto del fotografare si è trasformato da momento contemplativo ed estatico a testimonianza di un altro modo di essere dello stesso spazio. I luoghi sono gli stessi ma la loro anima è cambiata, il tempo e l’uomo con i suoi interventi e con la sua presenza, li hanno mutati, forse violati per sempre nella mia memoria.
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